
13 ottobre … Explore. Dream. Discover.
Il coraggio di lasciare il porto sicuro.
“Twenty years from now you will be more disappointed by the things that you didn’t do than by the ones you did do, so throw off the bowlines, sail away from safe harbor, catch the trade winds in your sails.
Explore. Dream. Discover.”
—
Questa mattina mi sono imbattuta in queste parole.
E ci sono parole che leggiamo e lasciamo andare. Altre che attraversano i nostri pensieri, sfiorano qualcosa dentro di noi e continuano a risuonare per ore.
Queste, oggi, hanno trovato casa nel mio cuore.
Tra vent’anni sarai più deluso dalle cose che non hai fatto che da quelle che hai fatto.
Mi sono fermata a pensarci.
… A quante volte nella vita abbiamo rinunciato a qualcosa perché avevamo paura. Paura di sbagliare, di perdere, di non essere abbastanza, di non trovare qualcuno disposto a seguirci.
… A quante volte abbiamo scelto di rimanere nel nostro porto sicuro, anche quando quel porto aveva smesso di farci sentire davvero al sicuro.
Perché il conosciuto, anche quando ci sta stretto, qualche volta ci rassicura più dell’immensità di ciò che ancora non sappiamo.
Eppure, dentro di noi, esiste qualcosa che continua a chiamarci.
Un desiderio.
Un sogno.
Una possibilità.
Una vita che non abbiamo ancora vissuto.
E allora mi chiedo:
quante cose meravigliose ci siamo persi aspettando di non avere più paura?
Forse il coraggio non è l’assenza di paura.
Forse è semplicemente decidere di partire portandola con noi.
Con il cuore che batte forte, le mani che tremano un po’, gli occhi pieni di speranza e nessuna certezza su quello che incontreremo.
Io sono fatta così.
Ho sempre avuto un bisogno quasi incontrollabile di sentire la vita.
Di attraversarla, di assaporarla, di lasciarmi sorprendere.
Di partire senza sapere esattamente dove arriverò.
Di ridere fino alle lacrime, di ballare sotto la pioggia, di camminare a piedi nudi, di perdermi in un abbraccio e dimenticare, anche soltanto per qualche istante, tutto il resto.
Di sognare.
Ancora.
Nonostante tutto.
Ma c’è una cosa che oggi sento più forte di altre.
A volte non desideriamo soltanto partire. Desideriamo che qualcuno abbia voglia di partire con noi.
Qualcuno che ci guardi negli occhi e dica: andiamo!
Senza dover conoscere la destinazione.
Senza avere tutte le risposte.
Qualcuno che abbia voglia di condividere un treno, una città sconosciuta, una colazione lenta, una notte che diventa mattina.
Qualcuno con cui perdersi, ridere, scoprire.
Qualcuno che non abbia bisogno di sapere come finirà per desiderare di cominciare.
E forse è proprio qui che il coraggio diventa qualcosa di ancora più profondo.
Perché possiamo scegliere di salpare, ma non possiamo scegliere per qualcun altro.
Non possiamo decidere quando sarà pronto, quanto lontano vorrà andare, né se sentirà lo stesso vento che sentiamo noi.
Possiamo soltanto aprire le nostre vele.
E lasciare spazio.
Spazio alla vita, alle possibilità, all’incertezza.
Quell’incertezza che a volte mi spaventa così tanto e che altre volte mi sembra il luogo più autentico in cui poter abitare.
Il mio Maybe.
Quel luogo sospeso tra ciò che è e ciò che potrebbe essere.
Tra il desiderio e la realtà.
Tra il bisogno di trattenere e il coraggio di lasciare andare.
Sto imparando che accogliere l’incertezza non significa rinunciare ai propri sogni.
Significa permettere loro di esistere senza pretendere di sapere quando, come e se si realizzeranno.
Significa amare un momento senza chiedergli di diventare eterno.
Ma anche riconoscere che il nostro cuore ha desideri che meritano di essere ascoltati.
E forse, soprattutto, significa non smettere di vivere mentre aspettiamo qualcosa.
Perché il tempo passa.
Passano le stagioni, cambiano i paesaggi, le persone arrivano, restano, qualche volta se ne vanno.
E noi cambiamo con loro.
Ma la vita continua a chiamarci.
A invitarci a uscire, a rischiare, a scoprire qualcosa di noi che ancora non conosciamo.
Non so dove mi porterà il vento.
Non so chi avrà voglia di navigare accanto a me, chi resterà sulla riva, chi salirà a bordo soltanto per un tratto.
E sì, qualche volta vorrei davvero che qualcuno mi prendesse per mano e mi dicesse semplicemente: vieni, partiamo insieme.
Ma non voglio che la paura di partire da sola mi impedisca di vedere quanto sia meraviglioso il mare davanti a me.
Perché forse tra vent’anni non ricorderò tutte le volte in cui ho avuto paura.
Ricorderò quelle in cui, nonostante la paura, ho scelto di vivere.
I luoghi che ho scoperto.
Le persone che ho amato.
Gli abbracci che ho avuto il coraggio di dare.
Le parole che ho trovato la forza di pronunciare.
E forse anche qualche sogno che non si è realizzato, ma che mi ha regalato qualcosa di bellissimo semplicemente perché ho avuto il coraggio di inseguirlo.
Non voglio una vita senza errori. Voglio una vita che abbia avuto il coraggio di essere vissuta.
Con tutte le sue contraddizioni.
Con le mie paure, le mie fragilità, il mio infinito desiderio di amare e di essere amata.
Con la consapevolezza che non tutto ciò che desideriamo ci apparterrà, ma che questo non rende meno prezioso averlo desiderato.
E allora, oggi, scelgo ancora una volta di aprire le vele.
Di lasciare che il vento mi sorprenda.
Di non smettere di sognare.
E di ricordarmi che, qualche volta, la destinazione più bella non è un luogo.
È la persona che diventiamo mentre troviamo il coraggio di partire.
Explore. Dream. Discover.
Esplora. Sogna. Scopri.
Finché c’è vita, c’è ancora qualcosa di meraviglioso da vivere.
Con amore,
Isabel ❤️





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