
29 settembre … Vulnerabilità
Ci sono periodi della vita in cui sembra di avere la pelle più sottile.
Tutto arriva più vicino.
Tutto entra un po’ più profondamente.
Una parola, un silenzio, una preoccupazione.
Una telefonata che aspetti.
Una decisione da prendere.
Qualcosa che non sai come andrà.
Un abbraccio che vorresti durasse un po’ di più.
E poi il lavoro, la famiglia, le responsabilità, le persone che ami, quelle che forse ami più di quanto avevi previsto, i desideri, le paure.
La vita.
In questo periodo mi sento così.
Aperta.
Forse persino troppo.
Vivo ogni cosa con un’intensità immensa e ci sono giorni in cui questa capacità di sentire mi sembra un dono meraviglioso.
Altri in cui mi chiedo come si faccia a vivere così senza farsi male.
Perché essere aperti significa inevitabilmente essere vulnerabili.
Significa permettere alla vita di raggiungerci.
E allora mi domando: come si trova l’equilibrio?
Come posso continuare a sentire senza farmi travolgere da ciò che sento?
Come posso amare senza perdermi nell’amore?
Desiderare qualcosa senza vivere nell’attesa?
Prendermi cura delle persone che amo senza sentirmi responsabile di tutto?
Affrontare l’incertezza senza cercare continuamente una certezza alla quale aggrapparmi?
Forse per molto tempo ho pensato che diventare più forte significasse diventare meno vulnerabile.
Oggi non ne sono più così sicura.
Forse diventare più forti significa imparare a rimanere vulnerabili senza permettere a ciò che accade fuori di noi di portarci continuamente lontano da noi stessi.
Sentire tutto.
Ma tornare.
Tornare al respiro.
Al corpo.
A quel piccolo spazio dentro di noi nel quale non dobbiamo risolvere niente.
Tornare sul tappetino.
Tornare a una pagina bianca.
A una passeggiata.
A un caffè bevuto lentamente.
A quei gesti minuscoli che ci ricordano che, qualsiasi cosa stia accadendo intorno a noi, noi siamo ancora qui.
Forse l’equilibrio che cerco non consiste nel proteggermi maggiormente dalla vita.
Forse consiste nel sapere dove tornare quando la vita diventa troppo.
Perché non voglio diventare impermeabile.
Non voglio smettere di emozionarmi per paura di soffrire.
Non voglio amare meno per paura di perdere.
Non voglio desiderare meno per evitare una delusione.
Non voglio costruire muri così alti da impedire al dolore di entrare, se quegli stessi muri finiscono per tenere fuori anche tutto ciò che potrebbe rendermi felice.
Voglio continuare ad avere la pelle sottile.
Voglio commuovermi.
Voglio avere paura e provarci comunque.
Voglio permettere alle persone di arrivarmi vicino, anche sapendo che potrebbero ferirmi.
Voglio continuare a guardare la vita con quella parte di me che ancora riesce a stupirsi.
Ma voglio imparare una cosa nuova.
Restare.
Restare con me anche mentre sento qualcun altro.
Restare con me mentre qualcosa cambia.
Restare con me quando non conosco la risposta.
Restare con me quando desiderio e realtà prendono strade differenti.
Forse è questa la forma di equilibrio che sto cercando.
Non diventare meno vulnerabile.
Diventare abbastanza casa per me stessa da potermi permettere di esserlo.
E continuare, nonostante tutto, a lasciare la porta aperta alla vita.
Dal mio Cuore al Tuo 💖
Isabel





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