
6 ottobre … Autunno
Ci sono stagioni che arrivano facendo rumore.
E altre che sembrano semplicemente appoggiarsi sulla pelle.
L’autunno, per me, è così.
È il rumore delle foglie sotto i piedi.
È l’aria che cambia odore.
È la luce che diventa più morbida e le giornate che, lentamente, si accorciano.
È tornare a cercare il calore.
Una coperta tirata fin sopra le spalle.
Una tisana bollente stretta tra le mani.
L’aria che sa di cioccolato.
Un film scelto senza troppa convinzione, perché in fondo sappiamo entrambi che non sarà davvero quello che guarderemo.
Io su di te.
Le tue mani nelle mie.
Le dita che si intrecciano quasi distrattamente, come se conoscessero già la strada.
I piedi che si cercano sotto le coperte.
Un bacio morbido.
Uno di quelli che non hanno fretta di diventare altro.
E poi gli sguardi.
Occhi negli occhi.
Quella distanza minuscola nella quale, qualche volta, riesce a stare l’infinito.
Noi.
Non so bene quale sia la parola giusta per raccontare certe cose.
Forse perché continuiamo a voler dare un nome a tutto.
Amore.
Amicizia.
Desiderio.
Passione.
Casa.
Presenza.
Come se nominare qualcosa potesse renderla più vera.
E invece forse esistono legami che hanno semplicemente una loro forma.
Non quella che avevamo immaginato.
Non quella che gli altri comprenderebbero.
Forse nemmeno quella che avremmo scelto.
Ma una forma.
La nostra.
Fatta di parole dette e di altre rimaste sospese.
Di risate.
Di silenzi nei quali non serve riempire niente.
Di sogni raccontati a mezza voce.
Di mani che si cercano.
Di corpi che, per qualche ragione inspiegabile, sembrano ricordarsi l’uno dell’altro.
E allora il tempo si ferma.
O forse siamo noi a smettere, finalmente, di rincorrerlo.
Fuori le foglie continuano a cadere.
Il mondo continua a muoversi.
Le persone vanno e vengono.
Le cose cambiano.
Le stagioni passano.
Ma lì, sotto quella coperta, per qualche istante non c’è niente da capire.
Niente da decidere.
Niente da promettere.
Ci siamo tu ed io.
Il calore della pelle.
Le mani intrecciate.
I piedi che si cercano.
La sofficità di un bacio.
E i tuoi occhi dentro i miei.
Forse l’amore non deve sempre sapere dove sta andando.
Forse qualche volta può semplicemente stare.
Abitare un divano.
Una sera d’autunno.
Un film che nessuno dei due sta davvero guardando.
Una tazza ormai diventata fredda.
Abitare quel piccolo spazio tra il tuo corpo e il mio in cui, per qualche istante, tutto sembra essere esattamente dove dovrebbe essere.
E forse domani torneranno le domande.
I dubbi.
La realtà.
Le distanze.
Tutto ciò che ancora non sappiamo.
Ma questa sera no.
Questa sera fuori cadono le foglie.
Dentro c’è caldo.
Io sono su di te.
Le nostre mani sono intrecciate.
E mentre mi guardi penso che esistono istanti così piccoli da poter stare sotto una coperta e, nello stesso tempo, così immensi da contenere una vita intera.
Forse è questo il nostro autunno.
Una forma d’amore.
La nostra.
Dal mio Cuore al tuo
Isabel





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