
3 Agosto …
- 3 ore fa
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Oggi mi sento nervosa.
Eppure ho dormito bene.
Ho praticato yoga.
La giornata è iniziata nel modo giusto.
E allora mi sono fermata ad ascoltarmi.
Forse non è nervosismo.
Forse è quel momento in cui qualcosa dentro di noi sta cambiando e ancora non sappiamo dargli un nome.
Mi sono accorta che, per tanto tempo, ho cercato pace nelle persone.
In un messaggio.
In una telefonata.
In qualcuno che mi scegliesse, mi cercasse, mi pensasse.
E oggi ho sentito nascere una domanda diversa.
Se la pace che cerco non fosse mai stata fuori?
Se iniziasse proprio da me?
Per anni ho pensato che, per proteggermi, avrei dovuto creare distanza.
Oggi credo invece che il mio cuore non abbia bisogno di diventare più duro.
Ha bisogno di essere custodito.
Prima di tutto da me.
Forse non sto imparando a smettere di amare.
Sto imparando a non smettere di amare me mentre amo gli altri.
C’è una differenza enorme.
Perché quando la nostra serenità dipende da ciò che fa un’altra persona, consegniamo a qualcuno le chiavi della nostra casa.
Quando invece iniziamo a prenderci cura del nostro cuore, quella casa torna ad avere una porta che possiamo aprire noi.
Continuo a desiderare un amore reciproco.
Continuo a desiderare qualcuno che mi scelga, che investa nella relazione, che custodisca il mio cuore con la stessa delicatezza con cui io custodisco il suo.
Quel desiderio non è cambiato.
È cambiato il punto da cui parto.
Non parto più dalla mancanza.
Parto da me.
Forse tornare a casa non significa restare da soli.
Significa fare in modo che, ovunque ci porti la vita, quella casa la portiamo sempre con noi.
La pace non è quando qualcuno resta. La pace è quando, anche se qualcuno va, io non abbandono più me stessa.
Dal mio Cuore al tuo
Isabel





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