
13 settembre… transitorietà
A volte mi aiuta ricordarmi che tutto è transitorio.
Quando qualcosa fa male.
Quando una situazione sembra non avere una via d’uscita.
Quando ci sentiamo costretti dentro qualcosa che non abbiamo scelto.
Quando attraversiamo il dolore, la paura, perfino la violenza.
Mi ripeto:
passerà.
Non può durare per sempre.
E c’è qualcosa di profondamente consolante in questo.
Sapere che nessuna notte possiede davvero il diritto di essere eterna.
Ma oggi pensavo che la transitorietà ha anche un altro volto.
Perché passa il dolore.
Ma passa anche la felicità.
Passano le risate.
I giochi.
Un salto fatto senza pensarci.
Una mano che trova la nostra.
Un abbraccio nel quale, per qualche secondo, sembra non esistere nient’altro.
Passano quelle conversazioni che vorremmo non finissero mai.
Quei momenti di condivisione capaci di regalarci, dentro un tempo piccolissimo, qualcosa che assomiglia all’infinito.
Passano.
Tutto passa.
La vita stessa, nel suo significato più grande, è transitoria.
Le stagioni si susseguono.
Le foglie cambiano colore e cadono.
Il freddo gela i rami.
Poi torna il sole e qualcosa ricomincia a germogliare.
I fiori sbocciano.
Arriva il caldo.
Le cicale tornano a cantare.
E poi ancora.
E ancora.
Finché, un giorno, i nostri occhi non saranno più qui a guardare il passaggio da una stagione all’altra.
Forse è anche per questo che mi sono sempre chiesta come si faccia a vivere davvero il tempo che ci viene concesso.
Perché credo profondamente che esserci sia un dono.
Essere qui.
Adesso.
Con tutto quello che comporta.
La perdita e l’incontro.
La paura e lo stupore.
Le lacrime e quelle risate che fanno male alla pancia.
La solitudine e quell’abbraccio nel quale, per un istante, ci sembra di essere arrivati a casa.
Credo che tutto questo sia avvolto da un velo d’amore inevitabile e meraviglioso.
E forse non possiamo scegliere cosa resterà.
Ma possiamo scegliere come esserci mentre accade.
Possiamo attraversare distrattamente un momento aspettando quello successivo.
Oppure possiamo entrarci dentro.
Interamente.
Se stiamo vivendo qualcosa che fa male, possiamo ricordarci:
non durerà per sempre.
Ma se la vita, improvvisamente, ci regala qualcosa di meraviglioso —
una risata,
un corpo che danza,
uno sguardo,
una notte,
un viaggio,
un abbraccio,
una persona,
un istante in cui il cuore sembra finalmente non avere paura —
forse possiamo ricordarci esattamente la stessa cosa:
non durerà per sempre.
Non per diventare tristi.
Non per avere paura di perderlo.
Ma per esserci ancora di più.
Per smettere di proteggerci dalla fine al punto da perderci ciò che viene prima.
Perché passerà comunque.
Allora tanto vale vivere pienamente quell’istante.
Guardarlo.
Sentirlo.
Lasciarsi attraversare.
E quando arriva qualcosa capace di regalarci l’infinito, forse non dobbiamo chiedergli di durare per sempre.
Forse dobbiamo soltanto avere il coraggio di viverlo come se, per quell’unico istante, lo fosse davvero.
Perché siamo transitori.
Eppure, qualche volta, dentro un abbraccio, una risata, un respiro, uno sguardo,
noi siamo infinito. ✨
Dal mio Cuore al tuo
Isabel




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