
10 settembre… forse un giorno vivrò l’isola che non c’è
Lascio la luce accesa e la finestra aperta.
Forse un giorno Peter Pan arriverà
e io vivrò l’isola che non c’è.
Non so cosa accadrà.
E forse, per la prima volta, non voglio nemmeno saperlo.
Ho passato tanto tempo a cercare risposte.
A voler capire dove portassero le strade, cosa significassero le persone, quanto sarebbero rimaste.
A chiedermi se un forse sarebbe diventato un sì oppure, inevitabilmente, un no.
Oggi vivo dentro un grande maybe.
Ci sono giorni in cui mi fa paura.
Altri in cui riesco quasi a sentirne la meraviglia.
Perché forse non sapere significa anche che tutto può ancora accadere.
E così non inseguo Peter Pan.
Non resto nemmeno seduta alla finestra ad aspettarlo.
Vivo.
O almeno ci provo.
Stendo il mio tappetino.
Lavoro.
Scrivo.
Amo.
Parto.
Torno.
Cresco i miei figli.
Attraverso le mie stanze.
Qualche volta piango.
Qualche volta rido così forte da dimenticarmi per un momento tutte le domande.
Continuo a costruire la mia vita.
Ma lascio la luce accesa.
E la finestra aperta.
Non voglio che imparare a lasciare andare significhi smettere di desiderare.
Non voglio che diventare adulta significhi smettere di credere nelle cose impossibili.
Non voglio proteggermi così tanto dalla possibilità di perderle da impedirmi di viverle quando arrivano.
Forse Peter Pan arriverà.
Forse no.
Forse l’isola che non c’è sarà completamente diversa da come l’ho immaginata.
Ma io voglio continuare a credere che da qualche parte esista un luogo — o una persona, o semplicemente una versione della mia vita — in cui il mio cuore possa sentirsi a casa.
E fino ad allora continuerò a vivere qui.
Con i piedi per terra.
Il cuore aperto.
La luce accesa.
E una finestra, sempre, verso il cielo.
Dal mio Cuore al tuo ✨
Isabel





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