Lasciare andare e creare spazio 🤍
- Isabel

- 10 nov
- Tempo di lettura: 3 min
C’è un momento, nella vita, in cui non si può più fingere di non sentire.
Un momento in cui qualcosa dentro smette di lottare per trattenere ciò che fino a ieri sembrava indispensabile.
È come se il cuore, piano piano, smettesse di stringere e cominciasse ad aprire la mano, lasciando scivolare ciò che non riesce più a sostenere.
Lasciare andare non è mai un gesto di rifiuto.
Non è dire “non ti voglio più”, non è chiudere una porta, non è voltare le spalle a una persona o a una situazione.
Lasciare andare è, molto più spesso, un atto di onestà verso noi stessi. È ammettere che c’è un punto oltre il quale non si può continuare a restare immobili, attaccati a qualcosa solo per paura del vuoto che si crea quando lo lasciamo andare.
Eppure quel vuoto non è un nemico.
Quel vuoto è lo spazio che torna a noi.
È il luogo in cui possiamo ascoltare la nostra voce senza il rumore delle aspettative, delle abitudini, dei legami che ci hanno nutriti ma che ora chiedono una diversa forma.
Lasciare andare significa osservare, con sincerità e senza giudizio, a cosa siamo rimasti attaccati e perché.
A volte ci aggrappiamo per amore.
A volte per paura.
A volte per non affrontare la possibilità che la nostra strada stia cambiando, e che cambiare strada significhi cambiare anche noi.
Ma arriva un istante in cui la verità si allinea.
In cui capiamo che non stiamo lasciando andare qualcuno o qualcosa, stiamo lasciando andare una parte di noi che non può più stare dove stiamo andando adesso.
E questa consapevolezza fa tremare, fa male, ma apre.
Apre come un respiro profondo dopo giorni in apnea.
Creare spazio non è semplice.
Significa restare in quel territorio sospeso in cui nulla è ancora definito, in cui non c’è una nuova forma, in cui tutto è solo possibilità.
E noi, lì in mezzo, dobbiamo imparare a non fuggire.
A non riempirlo subito.
A non correre a cercare un nuovo appiglio.
Solo restare.
Rendere quel vuoto abitabile.
Attendere che il cuore si distenda e si accorga che nello spazio appena creato c’è un’energia diversa, più leggera, più vera.
Quando smettiamo di resistere e ci arrendiamo a quello spazio, qualcosa accade.
È sottile, quasi impercettibile, ma accade.
L’universo trova finalmente un varco per portarci ciò che siamo pronti a ricevere adesso, non ciò che desideravamo ieri, non ciò che temevamo di perdere, non ciò che pensavamo di meritare.
Lasciare andare è fidarsi.
È dire:
“Mi affido al fatto che questo spazio sia necessario. Mi affido al fatto che ciò che verrà saprà parlarmi, nutrirmi, accompagnarmi. Mi affido al mio cuore, anche quando trema.”
E in quel tremore c’è tutta la vita che torna.
La tua.
Quella che stai scegliendo adesso, un respiro alla volta.
E forse, in fondo, lasciare andare è solo questo: scegliere di tornare a casa, dentro di noi.
Accettare che ogni fine è anche un principio silenzioso, una soglia che non vediamo ma che ci attende comunque.
E quando finalmente troviamo il coraggio di attraversarla, scopriamo che non abbiamo perso niente.
Abbiamo semplicemente fatto spazio a ciò che può fiorire ora.
E io, oggi, resto qui.
A mani aperte.
Con il cuore disposto a ricevere ciò che la vita, con la sua dolcezza ruvida, ha tenuto in serbo per me.
Dal mio Cuore al tuo
Isabel
🤍













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