IL VUOTO — Quando la vita si fa silenzio 🌑
- Isabel

- 26 nov 2025
- Tempo di lettura: 3 min
Ci sono momenti della vita in cui tutto sembra rallentare.
Momenti in cui le certezze si allentano, gli impegni si diradano, e quello che rimane è una sensazione difficile da nominare: il vuoto.
Un vuoto nel petto.
Un vuoto nella gola.
Un vuoto nelle giornate.
Non è tristezza, non è paura.
È come se la vita avesse premuto pausa senza chiederti il permesso.
Ed è proprio lì, in quello spazio sospeso, che arrivano le domande più complicate:
“Ce la farò?”
“Come supererò questo momento?”
“Perché tutto dipende solo da me?”
Il vuoto può spaventare... ma può anche diventare un terreno fertile.
Perché il vuoto non è mancanza.
Il vuoto è spazio.
Spazio per ascoltare.
Spazio per cambiare direzione.
Spazio per capire cosa non vogliamo più, e cosa invece merita di entrare.
Il vuoto è quella stanza buia in cui, dopo tanti anni a correre, la vita ti chiede finalmente di fermarti e respirare.
È scomodo, sì.
A volte fa male.
Ma è anche l’unico posto in cui possiamo ricominciare da noi.
Quando ti senti nel vuoto, non sei sbagliata
Non sei fragile.
Non sei inadeguata.
Non sei indietro.
Se ti senti così è perché il tuo corpo e il tuo cuore stanno facendo un lavoro enorme:
stanno lasciando andare ciò che non serve più.
È un passaggio.
Non una condanna.
E ci sono modi per attraversarlo senza perderti.
Come restare con il vuoto senza esserne travolti
1. Torna al corpo
Quando la mente corre, il corpo stringe.
E allora riporta tutto qui:
Mano sul petto.
Mano sulla pancia.
Inspira 4 secondi.
Espira 6, dalla bocca, lentamente.
Tre volte.
Basta per rientrare in te.
2. Dai un nome a ciò che senti
Non devi capire tutto.
Non devi decidere tutto.
Siediti.
Respira.
E chiediti solo:
“Che emozione si sta muovendo?"
Non perché devi risolverla, ma perché nominarla la alleggerisce.
3. Un gesto di cura al giorno
Niente di enorme.
Piccole cose che dicono: “Io sono con me.”
una passeggiata breve
un tè caldo
una doccia lenta
dieci minuti di yoga morbido
una pagina scritta senza filtri
La cura non è grande.
La cura è quotidiana.
4. Pratica del “minimo passo possibile”
Quando la vita fa paura, non serve un piano.
Serve un micro movimento.
Non: “Come farò tutto?”
Ma: “Qual è la cosa più piccola che posso fare adesso?”
Una mail.... Un messaggio.... Una chiamata.... Un respiro.
Basta questo.
Meditazione per attraversare il vuoto
Puoi farla seduta, con gli occhi chiusi.
Inspira dal naso, lento.
Espira dalla bocca, come un sospiro.
Porta attenzione alla gola. Immagina di allentarla, come se si aprisse uno spazio morbido.
Porta attenzione al petto. Visualizza una piccola luce che pulsa, piano piano.
Ripeti dentro di te:
“Posso stare in questo momento. Non tutto, solo questo momento.”
Continua per 2 minuti.
Il vuoto si ammorbidisce.
Il vuoto non è una fine. È un inizio.
Non devi riempirlo subito.
Non devi scappare.
Non devi capire tutto.
Il vuoto è il respiro che arriva prima della nuova strada.
È il silenzio in cui qualcosa, in profondità, si sta riformando.
E anche se oggi ti sembra tutto faticoso, domani — piano piano — inizierai a sentire un piccolo cambiamento.
Una luce sottile.
Una chiarezza nuova.
Fiducia:
sei molto più forte del tuo vuoto... e il tuo vuoto sta diventando la tua nuova forma di libertà.
Ti mando tutto il mio Amore e spero tu possa sentirlo.
Isabel
🌙













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