Giorno 33 (–333) · Resilienza
- 2 feb
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Giorno 33 (–333) · Resilienza
Resilienza.
Una parola che sentiamo spesso, ma che forse abbiamo frainteso.
Per molto tempo ho pensato che essere resilienti significasse resistere.
Tenere duro.
Rimanere.
Sopportare.
Come se la resilienza fosse una forma elegante di ostinazione.
Ma ... non è così.
La resilienza non è continuare a sbattere la testa contro un muro sperando che, prima o poi, sia il muro a cedere.
Non è forzarsi a restare in situazioni che irrigidiscono il corpo, il respiro, il cuore.
La vera resilienza è arrendersi nel senso più alto del termine.
Arrendersi non come sconfitta, ma come atto di intelligenza e cura.
È smettere di opporre resistenza a ciò che non possiamo controllare.
È lasciare andare la lotta continua.
È permettere alla vita di muoversi, senza irrigidirci per paura.
Nel corpo, la differenza si sente chiaramente.
Quando resistiamo, alcune parti si tendono: il collo, le spalle, la schiena.
Come se il corpo dicesse: “Sto reggendo troppo.”
Quando invece viviamo una situazione con resilienza, qualcosa cambia.
Il respiro scende.
Le tensioni iniziano ad allentarsi.
Il corpo non è più in difesa costante.
Essere resilienti non significa farsi andare bene tutto.
Significa non farsi sopraffare.
Significa stare nella situazione senza perdere se stessi.
A volte la resilienza è restare.
A volte è fare un passo indietro.
A volte è cambiare direzione.
Sempre, però, è ascolto.
Oggi scelgo una resilienza gentile.
Quella che non forza.
Quella che non combatte.
Quella che lascia spazio al corpo e alla vita di respirare insieme.
_ Oggi lascio andare…
l’idea che la forza passi sempre dalla resistenza.
_ La mia intenzione di oggi
Vivere le situazioni con resilienza,
non per sopportare di più,
ma per soffrire di meno.
Se questo ti risuona, fermati un attimo.
Respira.
La resilienza può essere anche questo.
🌿
Dal mio Cuore al Tuo
Isabel













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